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INTERNET DELLE COSE: UN’INNOVAZIONE NECCESSARIA

L’Internet of Things fa riferimento a tutti quegli strumenti e applicazioni che permettono agli oggetti di connettersi e “dialogare” tra loro, adottando il loro comportamento ai dati che ricevono.

L’IoT avrà un impatto crescente sulla vita di tutti i giorni, in particolare se consideriamo che ad oggi gli oggetti che “comunicano” fra loro sono più di 7 miliardi e le stime parlano di 50 miliardi di dispositivi connessi nel 2020, con una media di più di 6 device per persona.
Si tratta di una vera e propria rivoluzione, che tocca trasversalmente ogni campo: dalla domotica all’automazione, dalla robotica ai meccanismi di sorveglianza e monitoraggio, dalle energie alternative ai trasporti.

In questo scenaIot2 (1)rio, per la maggior parte ancora inesplorato, i vantaggi per il settore industriale sono molteplici e hanno forti ricadute non solo sui processi produttivi, ma anche sul concetto stesso di fare impresa.

L’incremento della tecnologia disponibile permetterà di soddisfare in pieno le esigenze del proprio mercato di riferimento. Le aziende saranno in grado di monitorare e controllare gli oggetti in maniera sempre più profonda e di interagire con prodotti o servizi per ottimizzarne le prestazioni e incrementare la propria flessibilità produttiva, venendo incontro alla forte volatilità della domanda e alle mutate esigenze di personalizzazione dei prodotti.

VANTAGGI PER LE IMPRESE

L’aumento dei dispositivi connessi (e di conseguenza della quantità di informazioni raccolte) consentirà alle aziende di incrementare la produttività dei macchinari, modificandone i parametri di lavoro in tempo reale, e di ottimizzare i consumi energetici, i costi industriali per singolo prodotto e quelli di mantenimento delle infrastrutture produttive.
La tempestiva raccolta, aggregazione e trasformazione intelligente delle informazioni avrà importanti ricadute positive nel settore della manutenzione predittiva. Si potranno definire in maniera estremamente precisa i processi e le prestazioni dei sistemi, evitando perdite di produzione e diminuendo tempi di intervento e costi.

Untitled design (52)Anche le macchine diventeranno sempre più “smart”. Connesse con l’intera fabbrica, impareranno a comunicare con quelle a monte o a valle del proprio processo produttivo. Potranno ricevere informazioni sui componenti da produrre direttamente dagli ordini di vendita e richiedere al magazzino il tipo di materiale necessario.
Per realizzare queste “macchine 4.0” l’approccio alla progettazione dovrà cambiare. Lasimulazione, la prototipazione rapida e la modellazione software diventeranno imperativi irrinunciabili.
Con una forza lavoro sempre più mobile, gli impianti produttivi dovranno garantire un accesso sicuro per gli oggetti che preveda l’adozione di ambienti virtuali di interfaccia e sistemi di monitoraggio remoti.
Grazie alla virtualizzazione si riducono la dipendenza da server fisici e i costi energetici, si aumenta l’affidabilità della macchina, si può contare su efficienti soluzioni di back- up e si consente a più istanze di un sistema operativo di girare su un unico pezzo di hardware. Con ilCloud Computing si riducono oneri e costi di manutenzione e consumo energetico.

L’Internet of Things è ormai diventata una realtà con cui le imprese devono confrontarsi per non rischiare di perdere il passo, rinunciando a importanti vantaggi competitivi in mercati in continua espansione.

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MACHINE LEARNING: IL MODELLO CHE FA BENE AL BUSINESS

“Il machine learning è il campo di studio che dà ai computer l’abilità di apprendere (a realizzare un compito) senza essere esplicitamente programmati a farlo” – Arthur Samuel.

La tecnica del machine learning, nota in ambito industriale come predictive analytics o predictive modelling, è particolarmente promettente in ottica big data perché si occupa di studiare algoritmi e modelli comportamentali e di apprendimento automatico da implementare nelle intelligenze artificiali.

In pratica, attraverso l’utilizzo di sofisticati programmi software, si insegna alle macchine a identificare degli schemi che si ripetono e a fare delle previsioni attingendo a enormi quantità di dati in tempo reale.

interaction-flowQuando si parla di metodi di machine learning si fa una distinzione fra algoritmi supervisionati e non supervisionati. Nel primo caso vengono forniti alla macchina una serie di esempi ideali, costituiti da un input e il corrispettivo output desiderato.

 

L’obiettivo è ottenere regole generali che consentano di ottenere l’output voluto su nuovi dati. Se si utilizzano algoritmi non supervisionati, è la macchina che, basandosi su criteri generali, deve estrarre autonomamente features di interesse (l’ambito più noto di questo tipo di apprendimento è la cluster analysis).

Grazie al machine learning le imprese possono anticipare eventuali andamenti del mercato,dedurre strategie efficaci per il proprio business e inserire, analizzare e catalogaredati velocemente senza impiegare personale .Oggi sono sempre di più le aziende che adottano strumenti di analisi predittiva a sostegno di diverse funzioni di core business, come marketing, promozioni, vendite e gestione del rischio.

Riuscendo a identificare velocemente le opportunità emergenti e a comprendere e correggere eventuali problemi in maniera tempestiva, si acquisiscono maggiori vantaggi competitivi e si possono ottimizzare produttività ed efficienza, riducendo i costi e fidelizzando i clienti.L’apprendimento automatico è l’ultima frontiera nella gestione, analisi e utilizzo strategico dei big data e può creare nuove possibilità di business per le imprese.
Infatti, secondo uno studio del BCC Research il mercato legato al machine learning, trainato dalla crescita del settore dei software di analisi predittiva, potrà raggiungere il valore di 15.3 miliardi di dollari entro il 2019.

USER CENTERED DESIGN: PROGETTARE L’ESPERIENZA UTENTE

Una buona progettazione è alla base del successo sul mercato di nuovi prodotti o servizi, che devono essere  in grado di rispondere alle esigenze degli utenti in termini di utilità, usabilità, desiderabilità e brand experience.

Ecco perché diventa indispensabile per i progettisti utilizzare lo User Centered Design.

Attraverso tecniche e attività interattive che mettono in pratica i principi dell’ergonomia cognitiva (disciplina che studia l’interazione tra l’uomo e gli strumenti che utilizza quotidianamente, analizzando i processi cognitivi coinvolti), lo UCD consente di sviluppare prodotti che tengono conto, fin dalle prime fasi di ideazione, dei bisogni e delle aspettative dell’utente finale.

Per definire un processo di design user-centered (cioè centrato sull’utente):

  • il design deve essere basato sulla esplicita comprensione degli utenti, dei loro bisogni e scopi e degli ambienti in cui avviene l’interazione tra user e prodotto;
  • gli utenti devono essere coinvolti lungo tutto il processo di design e sviluppo;
  •  il design deve essere guidato e modificato in base alle valutazioni degli utenti;
  • il processo deve essere iterativo e incrementale;
  • ogni aspetto del prodotto deve avere influenza sull’intera user experience e sul risultato finale;
  •  il team di design deve essere multidisciplinare e cross-funzionale, in modo da assicurare la presenza di prospettive diverse sui problemi, sulle soluzioni e sul prodotto.

Corso - Progettare l'esperienza utente 2

 

Lo USD costituisce la base della filosofia della Lean User eXperience, che punta al raggiungimento di risultati partendo da ipotesi, continuamente costruite, testate, misurate e, infine, avallate o modificate in un nuovo ciclo (think, make, check, repeat).

 

 

 

In questo modello l’intero team viene coinvolto nel processo di generazione delle idee e si incentiva la collaborazione all’interno dello stesso e tra questo e i clienti per facilitare la comprensione dei problemi e accelerare la fase di proposta delle soluzioni, creando allo stesso tempo consenso dietro ogni decisione.

Si parte, infatti, dal presupposto che il primo design sarà sicuramente errato. Lo scopo delle iterazioni è, quindi, quello di individuare velocemente gli errori in esso contenuti per poterli correggere tempestivamente.

Ogni problema di business viene risolto implementando la soluzione più sostenibile nel minor tempo possibile, testandola e adattandola alle esigenze di mercato.

Se vuoi saperne di più su questo tema iscriviti al nostro corso “Progettare l’esperienza utente”!