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I momenti di crisi sono momenti di crescita.

È la prima volta che la nostra generazione sta affronta una crisi del genere, ma non è la prima volta che l’umanità deve affrontare sfide significative. Nel corso della storia abbiamo superato molte difficoltà, ogni volta con tanta creatività e voglia di riprendere, imparando che l’adattabilità e il continuo migliorarsi è la differenza tra uno sconfitto e un vincitore. La parola stessa crisi proviene dal greco Krisis che a sua volta proviene da krino che significa separo, discerno, valuto, giudico. Ecco che ora è giunto il momento di valutare e agire di fronte a questo irreversibile cambiamento imposto dalla emergenza globale creata dall’evoluzione del nuovo Coronavirus. 

Le tecnologie digitali

In questo difficile momento, dove siamo stati tutti costretti a cambiare drasticamente le nostre abitudini di vita, stanno assumendo grande rilevanza le tecnologie digitali.

Sempre più operazioni sono effettuate online, dalla candidatura per un posto di lavoro, al pagamento delle tasse fino alla prenotazione di biglietti, i compiti per gli studenti, ora più che  l’uso di Internet e degli strumenti digitali è diventato parte integrante della vita quotidiana di molti.
La  mancanza di competenze da parte dell’utente, in materia di alfabetizzazione e di media informatici  incide non solo sulla capacità di trovare un’occupazione ma anche di apprendere, creare, partecipare, dare supporto ai propri figli e usare con sicurezza e consapevolezza gli strumenti digitali. Le competenze digitali rientrano quindi fra le otto competenze fondamentali che sono indispensabili per quanti vivono in una società basata sulla conoscenza.  

Per le imprese sono state messe a disposizione piattaforme online per il lavoro agile, servizi digitali gratuiti e corsi online per apprendere l’utilizzo dei vari strumenti. Le aziende, sopratutto quelle manifatturiere hanno bisogno di prepararsi e rilanciarsi.
L’uso intelligente della tecnologia e lo sfruttamento delle informazioni ci aiuteranno ad affrontare le sfide che attendono la nostra società

Accanto alle persone

Noi di LM Space siamo accanto alle persone che desiderano migliorarsi con nuove conoscenze tramite corsi di formazione mirati. Partiamo dalle basi aiutando le persone a capire il mondo Windows, a saper utilizzare le tanto gettonate Google Apps, a muoversi tra tutti i programmi offerti da Microsoft Office per poi andare ad aiutarti a migliorare la tua professione con corsi professionalizzanti di AutoCad, Photoshop, Cad Cam e molto altro ancora.

A supporto delle aziende

Inoltre, diamo supporto alle imprese che vogliono migliorare il proprio business oppure rilanciarsi sfruttando le tecnologie del mondo digitale. Partiamo dall’analisi dei mercati e dei competitor identificando i nuovi bisogni dei consumatori per poi accompagnarti nella trasformazione del business e la crescita dei canali online.

Per maggiori informazioni sui nostri corsi o servizi per le aziende puoi contattaci a info@lmspace.it 

Brand reputation: che cos’è e come migliorarla

Brand reputation: che cos’è?

La brand reputation deve essere uno dei punti fermi di qualsiasi strategia web marketing, ma spesso si incontrano aziende che non curano affatto la propria. Registrare un logo, coinvolgere gli influencer, investire sui social network e aumentare le proprie recensioni sono solo alcuni degli aspetti da considerare.

Il concetto di brand reputation è molto complesso anche perché racchiude percezioni, aspettative, valutazioni, il grado di fiducia e di stima che i consumatori hanno nei confronti dell’azienda e che sono il risultato della storia, della comunicazione, delle attività di pubbliche relazioni, del rapporto con i diversi stakeholder e delle condotte aziendali. 

È, quindi, la somma di una serie di tasselli gestionali strategici che riguardano l’identità di un’azienda (identity), la sua immagine (image), la notorietà e la riconoscibilità della marca (awareness) e il posizionamento (positioning) rispetto all’opinione collettiva dei mercati e dei media.

Quali sono gli aspetti da tenere in considerazione per definire la brand reputation di un’azienda?

  • l’abilità di attrarre e trattenere persone di talento e la qualità del management;
  • la responsabilità sociale nei confronti delle comunità e dell’ambiente;
  • il grado di innovazione;
  • la qualità dei prodotti e dei servizi;
  • l’uso intelligente delle risorse aziendali;
  • la solidità finanziaria;
  • il valore di investimento a lungo termine.

La capacità di gestire con le giuste strategie ognuna di queste aree contribuisce a rafforzare la brand reputation e a moltiplicare l’impatto di un’azienda rispetto ai propri mercati di riferimento. Ecco perché è importante capire bene le differenze e le strategie su cui intervenire per migliorare i risultati.

Come migliorare la brand reputation online?

  • Monitorare sempre il web alla ricerca di feedback. In genere ci si appoggia a determinati strumenti, alcuni gratuiti, altri a pagamento. I software più utilizzati per monitorare i commenti degli utenti e dei media sono: Google Alert, Tweetdeck, Talkwalker, Semrush, Hootsuite, Mention.
  • Rispondere ai feedback negativi fornendo assistenza al fine di trasformarli in positivi. Ricordate che basta una sola recensione negativa per subire un calo nelle vendite, per questo è molto importante saperle gestire.
    Bisogna sempre replicare a chi mette in pericolo la vostra immagine, ma mai a caldo. Fermatevi a riflettere e rivolgetevi alle persone, non ai media, cercando di spiegare quanto è successo in maniera semplice e chiara.
    Infine, quando il cliente ha ragione bisogna risolvere il problema, offrendo un risarcimento o una compensazione, mentre quando le sue critiche sono infondate bisogna educatamente farglielo notare. Vietato reagire in maniera aggressiva.
  • Sviluppare un’immagine del brand unica e facilmente identificabile.
  • Creare storie. Gli utenti si aspettano, ormai, che i brand offrano anche intrattenimento. Cosa può essere più efficace di una storia? Le aziende devono essere in grado di raccontare il proprio marchio e i relativi valori attraverso lo storytelling, in modo da richiamare l’attenzione, coinvolgere i consumatori ma anche ispirare fiducia.
  • Aumentare il numero dei followers.
  • Creare eventi di carattere sociale. Eventi speciali possono essere molto utili per l’immagine del vostro brand, soprattutto se il sentimento negativo sviluppato nei vostri confronti è motivato.
  • Creare contenuti utili per le proprie buyer personas.
  • Collaborare con ambassador e influencer. Più il personaggio scelto trasmette positività al maggior numero di persone possibili, migliore sarà il risultato finale.
  • Incoraggiare i clienti a rilasciare recensioni positive.
  • Mostrare le persone che lavorano dietro al brand, cercando di umanizzare il vostro marchio. I dipendenti dovrebbero essere i primi a promuovere i prodotti e le idee dell’azienda per cui lavorano ed è probabile che questo avvenga se essi si sentono parte integrante del progetto e utili alla crescita. Occorre, quindi, che vengano create condizioni tali da permettere ai dipendenti di sentirsi stimolati professionalmente e anche di crescere e formarsi.
  • Rilasciare periodicamente dei questionari in cui i vostri clienti possono fornire un feedback sul vostro operato.

LA TRASFORMAZIONE DIGITALE CHE FA CRESCERE LE AZIENDE.

L’innovazione supportata dall’ICT (Information and Comunication Technology) è essenziale se si vuole garantire competitività e coesione digitale sia per le aziende che per il territorio.

Diventa, quindi, importante sapere come muoversi all’interno di contesti digitali fortemente dinamici.
Oggi si sta assistendo a una vera e propria trasformazione digitale, che ha cambiato radicalmente il modo di fare impresa. Si configurano, infatti, logiche innovative nel riconsiderare il posizionamento dell’azienda, la sua organizzazione, la programmazione produttiva, il processo distributivo e la supply chain.

Il potenziale delle nuove tecnologie digitali applicate alla produzione di oggetti, ovvero quello che chiamiamo digital manufacturing, è sempre più evidente.
L’open-source, il crowdsourcing, i big data e gli analitycs sono strumenti che stravolgono il modo in cui un prodotto viene elaborato, progettato e monitorato, al pari di quello che accade per la prototipazione rapida e la produzione intelligentecon le stampanti 3D, i robot e l’introduzione di sensori e dispositivi dell’Internet delle Cose. Anche i meccanismi del sistema domanda-offerta si stanno evolvendo sempre più e si sono già configurati come piattaforme di utenti che condividono flussi di dati, progetti, idee, risorse e soluzioni.

Questa tendenza fa registrare importanti aspettative di ulteriore crescita del mercato, rafforzando uno scenario di forte cambiamento e potenzialità future.

Le nuove tecnologie della manifattura digitale rappresentano una vera e propria sfida per il tessuto produttivo italiano, oggi sempre più esposto alla concorrenza internazionale, ma il concetto di Internet delle Cose è, purtroppo, ancora distante dalla sensibilità e dalle sperimentazioni delle PMI.

Per un’accelerazione sul piano delle strategie in questo senso è, quindi, auspicabile che le imprese possano contare su un ecosistema di riferimenti a livello di consulenza e di informazione più articolati rispetto a quanto registrato finora. Solo così gli imprenditori italiani diventeranno veri protagonisti del Make in Italy: il Made in Italy capace di far proprie le nuove tecnologie digitali e di abbracciare il cambiamento culturale che queste apportano.

La correlazione positiva tra performance aziendali e utilizzo delle nuove tecnologie è evidente ed è in grado di generare crescita, valore aggiunto e occupazione. L’impatto delle nuove tecnologie sul sistema paese dipenderà molto dal modo in cui le piccole e medie imprese sapranno adottare il potenziale di questi nuovi strumenti. La capacità di trasmettere le loro innovazioni e la velocità con cui si diffonderanno saranno le chiavi per lo sviluppo e la crescita futuri.

Ecco perché è importante diffondere nel territorio una nuova cultura digitale, che rivoluzioni l’arte del “fare”, offrendo alle imprese l’opportunità di accedere a nuovi mercati tramite tecnologie e servizi innovativi.

Se si vuole sostenere la penetrazione delle nuove tecnologie all’interno del tessuto produttivo italiano, però, non solo è necessario innalzare gli investimenti in termini di capitale fisico, ma anche migliorare e modificare le competenze del  capitale umano.

Puntare allo sviluppo di profili tecnologicamente avanzati, introducendo elementi innovativi nelle aziende tradizionali, rafforzare la capacità competitiva dell’intero sistema imprenditoriale.L’inserimento nelle PMI di questi professionisti qualificati di alto livello permetterà alle aziende di favorire quel salto tecnologico che consentirà loro di crescere, rispondendo alle necessità di un mondo produttivo in rapido cambiamento.