LM SPACE CONTEST: I GIOVANI INNOVATORI SI PRESENTANO

LmspaceContest

Si è da poco conclusa la terza fase di LM Space Contest, il concorso indirizzato ai giovani innovatori del territorio. Nel corso dell’evento i partecipanti hanno potuto presentare i propri prototipi di automazione, aventi come elemento caratterizzante la scheda Arduino, e discutere sulle potenzialità e le possibili applicazioni future di questa incredibile piattaforma open source.

Dunque quale sarà il futuro di Arduino?
I ragazzi concordano sul fatto che si tratti di una tecnologia che prenderà sempre più piede perché la capacità di creare sinergie è una prerogativa essenziale per realizzare progetti innovativi di qualità.
Sempre più persone condividono idee e spunti interessanti cercando di fare rete, ma ci sono ancora molte resistenze in merito all’opportunità di utilizzare le tecnologie open source perché prevalgono logiche individualistiche e vecchi paradigmi economici, ormai superati.

I progetti presentati dai partecipanti sono molto diversi fra loro e vanno dalla domotica al controllo dell’ambiente, dalla sanità alla robotica. Abbiamo chiesto ai partecipanti come è nata la loro idea e se hanno trovato difficoltà durante la realizzazione.
Nella quasi totalità dei casi, i ragazzi si sono rivolti in prima battuta al mondo della scuola, coinvolgendo insegnanti e compagni di classe. Poi, però, col progredire del progetto hanno iniziato a muoversi in autonomia, cercando informazioni sul web e consultando community di settore.
Ci sono stati difficoltà e punti d’arresto, ma sono stati superati tramite l’adozione di soluzioni creative e innovative e in un’ottica di autoapprendimento.

E sarà questa la vera sfida che dovranno affrontare le nuove generazioni: muoversi in un mercato del lavoro estremamente dinamico, dove i lavoratori dovranno auto formarsi continuamente, rimanere sempre al passo, non fermarsi mai.
L’intelligenza e le capacità non bastano più, bisogna sapersi muovere in una dimensione sempre più globale e imparare a promuovere se stessi.

LA PAROLA AI RAGAZZI

Ecco alcuni estratti delle interviste ai partecipanti di LM Space Contest:

 “Sono dell’opinione che Arduino sia una tecnologia che prenderà sempre più piede anche in un futuro imminente. Condividere i propri lavori per migliorare la vita delle persone è una prerogativa fondamentale”.

“Condividendo una conoscenza si ha sempre la possibilità che qualcuno riesca a migliorarla. Così crea una catena mai finita che potrebbe rendere possibile lo sviluppo di nuovi e sempre migliori processi”.

“Fin dal ʼ700 gli intellettuali hanno sostenuto che per il progredire della scienza il sapere deve essere condiviso e reso pubblico. Arduino sta diventando ormai mainstream perché sempre più persone ne fanno uso, condividendo idee e progetti”.

“Con il passare del tempo il progetto è cresciuto e maturato con me. Man mano trovavo nuove idee e strategie per ovviare ai problemi che mi si ponevano davanti”.

“La condivisione della passione, competenze e conoscenza sono alla base per creare un team di ingegnerizzazione e sviluppo. Credo che la collaborazione per questi progetti sia alla base di tutto. Quando ognuno mette del suo e si uniscono idee e competenze nascono dei capolavori”.

“Sono sempre stato appassionato di elettronica ce l’ho sempre avuta, da quando avevo 5 anni. Ho scoperto Arduino qualche anno fa e da allora ho iniziato a realizzare progetti, sperimentando il più possibile”.

 “Penso che grazie alla collaborazione e alla condivisione della conoscenza si possano trovare nuovi processi produttivi e realizzare scoperte tecnologiche innovative”.

“L’idea del mio progetto è nata da un brainstorming generale col gruppo e prendendo spunto da progetti già esistenti, in un’ottica di collaborazione”

“Il mio amore per l’elettronica è iniziato alle scuole medie quando un mio amico mi mostrò un piccolo robot fatto da lui. Così ho deciso di iscrivermi a una scuola tecnica, scelta che si è rivelata giusta”.

“Arduino è una piattaforma dove si può sviluppare un progetto con semplicità, ma ha molti limiti che rendono difficile realizzare un progetto più complesso”.